Una lettura di Brautigan

Ad fluxum aquae

paesaggio 1. Porzione di territorio considerata dal punto di vista prospettico e descrittivo, per lo più con un senso affettivo cui può più o meno associarsi anche un’esigenza di ordine artistico ed estetico 2. In geografia, il complesso di elementi caratteristici di una zona determinata.

Il pontile era un gioiello da contemplare. Era stato costruito con la perfezione di un clavicembalo ed era lucido come un vassoio d’argento. Era lungo circa tre metri e largo uno. I paletti erano in legno finemente intagliato. Sembrava che ogni singolo paletto avesse richiesto un anno di lavoro. Erano sei in tutto. Questo significa che doveva avere cominciato a lavorarci nel 1941, o almeno così pensai guardandoli (…) Ora parlerò della barca. Era come una sorella minore del pontile. Era tutta fatta a mano, con un legno elegante a cui la lacca aveva dato una lucentezza meravigliosa, come luce del tramonto delicatamente diluita. Era una barca piccolissima. Sarà stata lunga un metro e mezzo (…) era sempre attentamente e meticolosamente legata al pontile.
Quello che aveva creato era insomma un’olografia nautica, che non era stata concepita per muoversi.

Ammetto le mie debolezze, questa pagina di Richard Brautigan mi tormenta. Da lungo tempo ho promesso un articolo sullo scrittore di Tacoma, Washington. Scrivere una nota ai suoi libri, tracciare un profilo singolare sulla scrittura simile agli haiku. Ma nulla, il vuoto, nessuna conclusione, nessun metodo giusto da applicate alla mia indagine.

Ho riletto i suoi libri, li ho divorati come i biscotti al miele, poi li ho gettati in un angolo delle librerie, sepolti sotto gli scrittori americani di lungo corso, Faulkner, Anderson e Steinbeck, a prendergli le misure per la cassa.

Certo, Dreaming of Babylon, piccolo, con la costa color arancio, un volumetto stampato da Marcos y Marcos, un Chandler da ridere come recita la fascetta editoriale, sta scomodo tra i racconti dell’Ohio di Anderson, stampato come un sacco in tela, rigido dal vestito infeltrito, stampato da Einaudi nel 1955.

Eppure rileggendo questa pagina, ho il bisogno di riparlarne. Sì perché queste parole identificano un paesaggio, la parola inglese rende maggiore fascino, Brautigan fotografa un landscape, una tavola fiamminga di un paesaggio americano.

La pagina è contenuta in American Dust, volume stampato per la prima volta in Italia nel 2005 per i tipi della ISBN.

Brautigan lo pubblicò nel 1982, col titolo So the Wind Won’t Blow It All Away, scritto dopo lunghi ripensamenti.

Nel 1984 morirà suicida. Non dirò altro, bisogna farci i compiti prima che il vento si porti via tutto.